Una serie di guide della Regione Liguria con bellissimi itinerari da fare a piedi, in bicicletta, in auto che stimoleranno certamente la tua curiosità ...
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Alta Via dei Monti Liguri
Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri Parchi Regionali di Bric Tana e Piana Crixia Parco Naturale Regionale del Beigua Parco Naturale Regionale dell'Antola Parco Naturale Regionale dell'Aveto Parco Naturale Regionale di Portofino Parco Nazionale delle Cinque Terre Parco Naturale Regionale di Porto Venere Parco Naturale Regionale di Montemarcello Magra Riserve Naturali Regionali di Bergeggi, Gallinara e Rio Torsero
Area Protetta Regionale Giardini Hambury Area Protetta Provinciale di Pratorondanino
Area Naturale Protetta Parco delle Mura
Riserva Naturale Regionale Adelasia
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Terra stretta e allungata, con le montagne che incombono sul mare e con un’area collinare che fa in fretta a impennarsi, in mille strade che diventano sentieri, mulattiere, a volte semplici tracce. Ambienti che è bello e, in fondo, facile andare a scoprire. Bello perché nascondono tesori ambientali e artistici spesso inimmaginabili, culture favorite da lunghi isolamenti, che non sono necessariamente legate a quella civiltà contadina da cui traggono l’humus, ma sono fi glie di una storia che è passata da quelle parti e vi ha lasciato la propria impronta, che è quella dei viandanti e dei pellegrini e di chi quelle strade percorreva perché erano le antiche vie del sale, sbocchi dal mare alla pianura padana. E quell’intrico di strade ben si presta a chi le percorre per diletto, coniugando la vacanza con una full immersion nell’ambiente e con una vacanza attiva, a piedi o in bicicletta (ma anche a cavallo, perché no) che è una delle esigenze primarie del turista del Duemila. Percorsi per chi fa trekking e per chi va in mountain bike: ce ne sono di classici, consolidati dalla tradizione orale e scritta, ma altri se ne possono inventare sul momento.
Itinerari da ponente a levante, dai monti che sovrastano Ventimiglia fino alla Lunigiana, e viceversa. Seguendo a grandi linee quel percorso quasi parallelo al mare che è l’Alta Via dei Monti Liguri: 440 chilometri, suddivisi in 43 tappe (per ognuna ci sono punti d’appoggio e di ristoro, sul tragitto o nelle vicinanze) per scoprire dal di dentro un entroterra aff ascinante, che ora guarda al mare, ora si chiude in sé stesso, ora spalanca i suoi panorami oltr’Alpe prima e oltre Appennino poi. Già, perché in Liguria, è il caso di ricordarlo, la Bocchetta di Altare, alle spalle di Savona, fa da confi ne ai due sistemi montuosi. E una delle 15 tappe, proposte nelle pagine seguenti, toccherà, con un trekking, proprio quella zona, con i monti (e le fortezze) che la circondano. La scelta dei percorsi è stata fatta seguendo diversi criteri, ma tocca tutte le aree della Liguria, attraverso eccellenze (come il Sentiero degli Alpini, percorso d’alta montagna, a tratti scavato nella roccia, per escursionisti esperti), itinerari classici (le Cinque Terre), curiosità (come i due percorsi, entrambi in mountain bike, che fanno percorrere la via romana Julia Augusta tra Albenga e Alassio o l’antica guidovia che, da Genova Bolzaneto portava al Santuario della Guardia) o perché sono in grado di off rire panorami mozzafi ato. Un mix per guardare la Liguria dall’alto, innamorandosene ulteriormente.
E andando a scoprire che, mentre tante bandiere blu hanno premiato e premiano un gran numero di località della costa (e sono un riconoscimento europeo non solo al mare pulito, ma anche a un ambiente vivibile), nel cuore della Liguria sventolano diverse bandiere arancione, simbolo a loro volta di qualità e di eccellenza ambientale in paesi dell’entroterra sotto 5000 abitanti. Anzi le bandiere arancione sono nate qui, a Sassello, che è stata la prima località in assoluto a fregiarsene, assieme a Dolceacqua e a Santo Stefano d’Aveto. A seguire, tutta l’Italia (con le liguri Apricale e Castelnuovo Magra). E altre sono in arrivo. Perché l’entroterra ha capito (e lo sta mettendo in pratica) che ha tutti i numeri per diventare, a tutti gli effetti, l’altra Riviera.
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San Remo, Bordighera, Alassio, Albenga, Varigotti, Finale Ligure, Spotorno, Bergeggi... e ancora Portofino, Santa Margherita, Sestri Levante, Monterosso, Portovenere. Sembra una filastrocca e invece si tratta di un elenco, peraltro solo approssimato, delle più rinomate località lungo la Riviera ligure. Borghi che della loro storia hanno conservato vestigia e tradizioni. Tanto che il visitatore potrà ammirare quasi a ogni passo, aggirandosi nel dedalo degli angusti caruggi, sorprendenti palazzi, imponenti chiese o cattedrali, silenziose piazzette per salire infine lassù, alle antiche fortezze, indispensabili un tempo, al pari delle tante torri di avvistamento, per proteggersi dagli sbarchi dei pirati o dagli attacchi di flotte nemiche.
Le tradizioni hanno tante espressioni, a cominciare da quella cucina che porta in tavola il sapore del mare. Un sapore fresco, genuino, che il vero intenditore quasi non osa modificare: così le ricette più prelibate sono in realtà quelle più semplici, che restituiscono pressoché intatto il gusto verace del pescato freschissimo.
Un mondo rilassante e autentico, quello della Riviera ligure; un mondo in cui è possibile abbinare, ai percorsi della conoscenza, il relax o il divertimento di una vacanza al mare: spiagge di ciottoli o sabbiose, sempre attrezzate a perfezione per bagni di sole e di mare.
Ogni tipo di attività sportiva può essere praticato in questi posti davanti al mare: dalla pesca alle immersioni subacquee nei fondali più belli d’Europa, dal surf alla navigazione a vela. E chi predilige la terra ferma troverà green perfetti per praticare il golf, campi da tennis e da calcio, oltre a una rete di sentieri mare-monti per escursioni a piedi, a cavallo, in mountain bike.
Senza contare che la Liguria quasi non conosce l’inverno. Ogni stagione è ideale per venire qui e scegliere, a seconda delle condizioni del clima comunque sempre mite o delle proprie esigenze, l’attività migliore. Il periodo fra settembre e marzo, ad esempio, può essere indicato per conoscere meglio e più da vicino quella terra che in estate ci ospita sulla spiaggia. L’automobile può diventare un mezzo ideale, in epoche lontane dagli ingorghi, per spostarsi borgo per borgo alla scoperta di una realtà tutta da conoscere.
Una realtà fatta di pietra e di pietre, di storia e di storie, una realtà da leggere e da comprendere attraverso disegni urbanistici impressionanti, che appaiono come ritagliati nel paesaggio che la natura ha restituito, affascinante e impervio al contempo, a sfidare l’ingegnosità umana nel ricavare gli spazi necessari a mettere su casa qui. Dove solo la noia non ha trovato alloggio.
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C’è un’altra Liguria, alle spalle del mare. Una terra folta di colori, fitta di emozioni, densa di storia, di tradizioni, di sapori inconsueti, esaltati dal sapiente amalgama dei prodotti del territorio. Una terra che l’uomo ha dovuto e saputo modellare, tramutando con fatica ripidi pendii in terrazzamenti buoni per l’agricoltura. Capita così di imbattersi in vigneti nei luoghi più impensati, lembi di terra che pretendono rispetto, fieri, difficili da raggiungere, eppure generosi nel restituire buoni frutti: le uve per i pregiati vini Doc rossi o bianchi. Più accessibili, ma raramente distesi, gli uliveti, con quelle olive minute, rugose, nere, vere, come vero, e unico, è l’extravergine spremuto dal sole e dal sale.
Un mondo affascinante, la Liguria, terra in cui la roccia, i torrenti, il bosco si contendono lo spazio e danno vita a un insieme contrastato e armonioso, sorprendente a ogni passo. Ci vuole poco per scoprirla, questa Liguria: basta imboccare, dal mare, una delle numerose strade - in questa pubblicazione ve ne suggeriamo quindici - che si tuffano nel verde dell’entroterra per imbattersi, presto, nel silenzio stupefatto di borghi antichi, ruvidi nella pietra e morbidi nell’animo. Paesi di fondovalle disegnati da viuzze tortuose, sormontati da antichi castelli, lambiti dall’impeto di torrenti scavalcati da ponticelli in pietra; oppure aggrappati alle rocce, a fungere un tempo da sentinelle lungo i percorsi battuti dai mercanti che scavalcavano le montagne e andavano a vendere, oltre Alpi o Appennini, i rari tesori della terra e del mare: il sale, il pesce conservato e quell’olio così leggero e prelibato che incorona da sempre ogni specialità della buona tavola ligure.
Una buona tavola sorprendente per l’incontro armonioso di profumi e di sapori della terra; ricette tramandate di generazione in generazione, fatte di cose semplici ma rese aristocratiche dal genio e dal buon gusto. Basti solo pensare al pesto, a quanti e quali ingredienti eterogenei vadano a fondersi in un’amalgama improbabile eppure inconfondibile: come pensare di unire alimenti così diversi fra loro quali l’aglio, il basilico, il pinolo, il parmigiano, il pecorino stagionato, il sale grosso, l’olio extravergine? Eppure il risultato è sul palato di tutti: eccellente.
E allora ecco che la ricerca può continuare, paese dopo paese, vallata dopo vallata, alla scoperta di piatti sempre nuovi, in cui la pasta fatta in casa può essere condita con il sapore privo di incertezze di una ricotta fermentata, in cui le carni, per lo più bianche, si sposano a legumi o verdure, si arrendono alla delicatezza del condimento, si accompagnano a vini ora gentili ora decisi.
È la Liguria del saper fare e del saper vivere, tortuosa e ritrosa, difficile da conquistare, facile da amare.
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